REFERENDUM COSTITUZIONALE
Quando ho deciso di mettere la testa sul referendum, ascoltando le varie posizioni e mi sono ritrovata più confusa di prima. Ho quindi deciso di provare ad andare a leggere le modifiche proposte e di confrontarle con il testo attuale della Costituzione per capire cosa sarebbe cambiato. Con mia grande sorpresa il testo era semplice e comprensibile: risulta quindi evidente quali sono le modifiche proposte su cui siamo chiamati a votare.
Le modifiche sostanziali, oltre alla separazione delle carriere, sono due.
Articolo 3, modifiche dell’articolo 104: propone che i 10 membri laici del Consiglio superiore della magistratura vengano sorteggiati tra un elenco compilato dal Parlamento. Attualmente i 10 membri laici vengono eletti direttamente dal parlamento. Cosa cambia quindi: il Parlamento invece di eleggere i 10 membri selezionerebbe un ‘ampia rosa di persone qualificate da cui poi verrebbero estratti a sorte i 10 membri. Il Parlamento selezionerebbe i possibili candidati tra cui fare il sorteggio tra professori ordinari di università in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio (come avviene anche adesso).
Articolo 4, modifiche dell’articolo 105: attualmente il Consiglio superiore della magistratura prende decisioni su assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati. Con la modifica i Consigli superiori diventerebbero due, uno per ogni carriera (giudicante e requirente) e si occuperebbero delle stesse cose che fanno oggi, tranne i provvedimenti disciplinari.
In questo approfondimento si può vedere l’articolo attuale e la versione nuova dello stesso. Nella versione “nuovo” in grassetto le parole diverse rispetto alla versione attuale. In questo modo risultano evidenti i cambiamenti.
La veridicità del documento può essere facilmente controllata attraverso i link alle modifiche proposte e alla Costituzione attuale.
Un referendum costituzionale è un evento importante, l’intera popolazione è chiamata a esprimere la propria opinione sulla modifica della Costituzione Italiana. Quindi è doveroso informarsi obiettivamente per poter votare con consapevolezza.
Spero che queste informazioni possano essere utili per permettere a ognuno di prendere una decisione consapevole secondo la PROPRIA coscienza e non perché X o Y hanno detto questo o quello.
Purtroppo molte persone (mio cugino compreso…) stanno prendendo questo referendum come un voto politico. Non è così: è una modifica costituzionale che merita la nostra attenzione perché riguarda tutti. L’attuale governo ha detto molto chiaramente che non si dimetterebbe anche se vincesse il no. Perché qualcuno lo prende come un voto politico: nel 2016 in occasione di un altro referendum costituzionale Renzi disse che se avesse vinto il NO lui si sarebbe dimesso. Errore: trasformò un referendum in un voto politico. Non è questo il caso attuale. Se anche vincesse il no, il governo resterebbe lì dov’è.
Qui sotto vengono riportati tutti gli articoli per cui si chiede una modifica: la maggior parte sono modifiche di testo, da un consiglio superiore a due.
Per ogni articolo della costituzione viene riportata la versione attuale e quella proposta nella modifica (in corsivo)
ATTENZIONE: la scritta sui nostri pacchi “be aware, be conscious, live better” (sii informato, sii consapevole, vivi meglio) non è uno slogan di marketing ma la ragione, l’essenza, dell’esistenza stessa di Live Better: portare CONSAPEVOLEZZA. Quindi questo approfondimento è assolutamente coerente. Riporta semplicemente i fatti, quello su cui siamo chiamati a votare: la modifica di alcuni articoli della Costituzione.
ARTICOLO 1 modifiche all’ Articolo 87
Attuale: Presiede il Consiglio superiore della magistratura
Nuova: Presiede il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura richiedente
ARTICOLO 2 modifiche all’ Articolo 102
Attuale: La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario
Nuova: La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario, le quali disciplinano altresì le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti.
ARTICOLO 3 modifiche all’ Articolo 104
Comma 1
Attuale: La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Nuovo: La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente.
Comma 2
Attuale: Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.
Nuovo: Il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente sono presieduti dal Presidente della Repubblica.
Comma 3
Attuale: Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.
Nuovo: Ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.
Comma 4
Attuale: Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio.
Nuovo: Gli altri componenti sono estratti a sorte, per un terzo, da un elenco di professori ordinari di università in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall’insediamento, compila mediante elezione, e, per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti, nel numero e secondo le procedure previsti dalla legge.
Comma 5
Attuale: Il Consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal Parlamento.
Nuovo: Ciascun Consiglio elegge il proprio vicepresidente tra i componenti designati mediante sorteggio dall’elenco compilato dal Parlamento in seduta comune.
Comma 6
Attuale: I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili.
Nuovo: I componenti designati mediante sorteggio durano in carica quattro anni e non possono partecipare alla procedura di sorteggio successiva.
Comma 7
Attuale: Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
Nuovo: I componenti non possono, finche’ sono in carica, essere iscritti negli albi professionali ne’ far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
ARTICOLO 4: modifiche all’ Articolo 105
Attuale: Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.
Nuovo: Spettano a ciascun Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme sull’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le valutazioni di professionalità e i conferimenti di funzioni nei riguardi dei magistrati.
La giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari, giudicanti e requirenti, e’ attribuita all’Alta Corte disciplinare.
L’Alta Corte è composta da quindici giudici tre dei quali nominati dal Presidente della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con almeno venti anni di esercizio e tre estratti a sorte da un elenco di soggetti in possesso dei medesimi requisiti, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall’insediamento, compila mediante elezione, nonché da sei magistrati giudicanti e tre requirenti, estratti a sorte tra gli appartenenti alle rispettive categorie con almeno venti anni di esercizio delle funzioni giudiziarie e che svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità.
L’Alta Corte elegge il presidente tra i giudici nominati dal Presidente della Repubblica o estratti a sorte dall’elenco compilato dal Parlamento in seduta comune.
I giudici dell’Alta Corte durano in carica quattro anni.
L’incarico non può essere rinnovato.
L’ufficio di giudice dell’Alta Corte è incompatibile con quelli di membro del Parlamento, del Parlamento europeo, di un Consiglio regionale e del Governo, con l’esercizio della professione di avvocato e con ogni altra carica e ufficio indicati dalla legge.
Contro le sentenze emesse dall’Alta Corte in prima istanza è ammessa impugnazione, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi alla stessa Alta Corte, che giudica senza la partecipazione dei componenti che hanno concorso a pronunciare la decisione impugnata.
La legge determina gli illeciti disciplinari e le relative sanzioni, indica la composizione dei collegi, stabilisce le forme del procedimento disciplinare e le norme necessarie per il funzionamento dell’Alta Corte e assicura che i magistrati giudicanti o requirenti siano rappresentati nel collegio.
ARTICOLO 5: modifiche all’Articolo 106
Attuale: Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere chiamati all’ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni d’esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.
Nuovo: Su designazione del Consiglio superiore della magistratura giudicante possono essere chiamati all’ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche, magistrati appartenenti alla magistratura requirente con almeno quindici anni di esercizio delle funzioni e avvocati che abbiano quindici anni d’esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.
ARTICOLO 6: modifiche all’Articolo 107
Attuale: I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
Nuovo: I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del rispettivo Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
ARTICOLO 7: modifiche all’Articolo 110
Attuale: Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
Nuovo: Ferme le competenze di ciascun Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
ARTICOLO 8: disposizioni transitorie
1. Le leggi sul Consiglio superiore della magistratura, sull’ordinamento giudiziario e sulla giurisdizione disciplinare sono adeguate alle disposizioni della presente legge costituzionale entro un anno dalla data della sua entrata in vigore.
2. Fino alla data di entrata in vigore delle leggi di cui al comma 1 continuano a osservarsi, nelle materie ivi indicate, le norme vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.





















































Grazie Elena per aver condiviso questo tuo lavoro di comparazione, resta una ulteriore fonte di riflessione, che potrà risultare utile a chi deciderà di esprimere il proprio voto.
Data la specificità e la tecnicità dell’argomento mi auguro si appresti al voto almeno quella parte della popolazione che, come te, si sforza di affrontarlo con la maggiore consapevolezza possibile.
Rispondo all’e-mail ricevuta:
Non è solo il semplice scritto modificato con le parole cambiate, occorre andare oltre…
Il modo in cui hanno creato questo referendum, in cui non hanno cercato nemmeno un confronto (questi sono fatti tecnici e ci sono risvolti successivi ai semplici articoli che non sono così ovvi da capire…)
Hanno preso in mano la questione meno grave. La giustizia ha necessità di leggi molto più importanti ed invece tra le tante parole hanno pensato di dire:
Puniamo i magistrati se sbagliano!
Almeno i magistrati vengono indagati…
Ma come posso avere fiducia di una loro proposta di giustizia quando la Santache’ ha 3 processi in atto, fatto fallire aziende, rubato soldi allo Stato stesso eppure e’ ancora al suo posto…
Vedo la presidente troppo orientata su strategie di comunicazione…
Mi permetto di intervenire con grande rispetto. Sono un magistrato (e anche un’appassionata del burro Ghi di Elena 😊) e mi è capitato di leggere questa mail: innanzitutto complimenti sinceri per il lavoro e per l’impegno nel provare a rendere comprensibile un tema molto tecnico.
Spero di non essere inopportuna. Non voglio convincere nessuno né orientare il voto di nessuno: vi chiedo solo di leggere il mio intervento come quello di un medico che, davanti a qualcosa che ritiene potenzialmente dannoso per la salute, fatica a rimanere in silenzio.
Provo a dire solo poche cose essenziali.
Primo: questa riforma non migliorerà in alcun modo il servizio giustizia per i cittadini. Con i circa 112 milioni di euro che costerà si potrebbero fare moltissimi interventi concreti (personale, strutture, uffici, informatizzazione) che inciderebbero davvero sulla durata e sulla qualità dei processi.
Secondo: il fulcro della riforma non è davvero la separazione delle carriere. Di fatto, dopo la riforma Cartabia, le carriere sono già separate: per passare da PM a giudice (o viceversa) serve cambiare regione, lo si può fare una sola volta nella vita e solo entro i primi 10 anni. I numeri sono irrisori: circa 0,4 passaggi l’anno (circa 40 magistrati ci sono chat whatsapp con numeri maggiori!) Davvero avrebbe senso modificare la Costituzione per questo?
Se la separazione delle carriere fosse davvero il cuore della riforma, poi, non si capirebbe perché proprio nel momento più delicato – quello disciplinare – giudici e PM vengano di nuovo riuniti insieme nell’ Alta Corte. Qui la narrazione semplicemente non regge.
La separazione delle carriere è quindi, a mio avviso, uno specchietto per le allodole: un tema molto sentito, usato come facciata per far passare modifiche ben più rilevanti.
Si prevede di creare due CSM, con sistemi di composizione diversi e con un peso della politica maggiore. Ma anche qui viene spontanea una domanda: visto che i cambi di funzione sono numericamente irrilevanti, perché creare due CSM invece di uno con costi doppi? “Divide et impera”, direbbe qualcuno.
Il punto che, personalmente, mi preoccupa di più è però un altro: la creazione dell’Alta Corte disciplinare.
Invece di istituire – con costi molto inferiori – una sezione disciplinare interna al CSM, che nella previsione sarà composto da magistrati separati per funzioni ed estratti a sorte (quindi, in teoria, liberi dalle correnti), si è scelto di creare un nuovo organo, un giudice speciale.
Perchè è preoccupante? Il disciplinare è lo strumento più incisivo per influire sull’attività di un magistrato. Le mamme lo sanno bene: se vuoi far fare qualcosa a un bambino, usi lo strumento della punizione…
E infatti nell’Alta Corte il peso della politica aumenta sensibilmente: 15 membri, di cui 6 di nomina politica. Le decisioni non saranno impugnabili in Cassazione, ma solo davanti a un altro collegio della stessa Alta Corte. Si prevede che la legge determinerà i modi di costituzione dei collegi che giudicheranno…
Ancora più concretamente: i PM sono solo 3. Poiché deve esserci almeno un collegio per il riesame e poiché giudici e PM non possono giudicarsi a vicenda, nei procedimenti disciplinari a carico dei PM l’unica composizione possibile è un collegio con 1 PM e 2 membri laici (provate tutte le combinazioni possibili ma questa è l’unica che rispetti quei parametri).
Tradotto: nei procedimenti disciplinari contro chi conduce le indagini – anche quelle più scomode – la maggioranza del collegio sarà politica…forse che si vuole disincentivare indagini scomode? A pensar male…ricordate il detto?
Questo, a mio avviso, è il vero nodo della riforma.
Chiudo solo con una riflessione. Il voto è importante perché, al di là degli slogan, decide il tipo di società in cui vogliamo vivere.
Una magistratura realmente indipendente non è una tutela per i magistrati, ma per i cittadini più deboli, per chi non ha voce, per chi non ha strumenti per difendersi da solo. Ed è qualcosa che, una volta persa, è molto difficile riconquistare.
Grazie a chi avrà avuto la pazienza di leggere fino in fondo.
Grazie sia a lei che ad Elena per le delucidazioni su questo referendum.. Avete contribuito a chiarire in buona parte i dubbi che avevo e andrò a votare con un po’ più di sicurezza.
Grazie infinite per la precisa spiegazione.
Grazie Sa.n.g. Per le tue preziose riflessioni, vivendo questa realtà hai espresso chiaramente luci ed ombre di questa realtà!
Porterò il mio voto nella speranza che possa avere un peso. Grazie 🙏
Grazie mille per questa riflessione!
A me sembra di aver capito che si voglia separare pm da giudici per avere processi più equi. Oggi l’avvocato difensore si trova davanti a un pm e un giudice che potenzialmente si conoscono e lavorano negli stessi uffici da X anni. IL giudice dovrebbe essere super partes, ma siamo esseri umani e i legami ci influenzano. Secondo te questa problematica non esiste? Se tu fossi l’imputata non vorresti che il giudice avesse con il pm lo stesso “grado di relazione umana” che ha con l’avvocato?
“Giudici e PM non possono giudicarsi a vicenda” nella modifica della Costituzione questa cosa non è scritta e oggi nella sezione disciplinare disciplinare ci sono sia giudici che PM che valutano i propri colleghi, corretto? Quindi perché dopo dovrebbe cambiare?
Grazie mille se vorrai risponderci!
Certo Elena che rispondo, per me è davvero importante che le persone capiscano bene prima di votare. Proprio perché alcune cose non sono immediatamente percepibili, ritengo che certe disposizioni siano volutamente ambigue.
Hai centrato il punto. Il messaggio che passa è questo: “vogliamo garantire un giudice terzo” (sottintendendo che oggi non lo sia) e “decisioni più giuste”. È ovvio che, posta così, sembri la scelta più ragionevole. Poi si aggiungono una serie di passaggi tecnici difficili da decifrare, che appaiono come semplici meccanismi necessari… e il gioco è fatto: si vota Sì per quel motivo, ma in realtà si fa entrare nel nostro ordinamento un controllo politico sulla magistratura.
È una cosa che, almeno per me, è profondamente inquietante. Ed è per questo che spesso la separazione delle carriere viene definita il “cavallo di Troia”.
Proprio per evitare slogan, provo a spiegare e a dare anche i numeri (così chiunque può verificarli). Alla tua domanda iniziale potrei rispondere in modo molto articolato, ma cerco di essere sintetica.
È vero: giudici e PM si conoscono, lavorano negli stessi tribunali e hanno fatto lo stesso concorso. Ma questo non incide sulle decisioni. Non esiste – ed è illogico anche solo pensarlo – che un giudice condanni qualcuno perché il PM “gli sta simpatico”. Le decisioni vengono poi vagliate da altri giudici, in appello e in Cassazione, e un magistrato che decidesse per compiacere un collega avrebbe problemi enormi, prima ancora che professionali, di coscienza.
Sarebbe come dire che un medico avalla sempre la scelta del collega, o che un ingegnere si tappa gli occhi davanti a possibili problemi strutturali perché conosce il collega che ha fatto il ponte.
E parlano anche i dati: circa il 53% dei processi si chiude con assoluzioni. Se ci fosse un appiattimento sistematico del giudice sul PM, questi numeri semplicemente non esisterebbero. Su questo tema si potrebbero dire molte altre cose, ma mi fermo qui.
Andiamo allora al punto vero. Anche volendo per ipotesi accettare la critica secondo cui PM e giudici, conoscendosi, sarebbero troppo “vicini” (tesi che io non condivido, ma facciamo finta sia così), dimmi: cosa cambia davvero con questa riforma per le persone?
Sostanzialmente nulla. Restiamo magistrati, continueremo a lavorare negli stessi luoghi. Cambia solo che, invece di poter cambiare funzione una volta nella vita come oggi, non lo si potrà fare mai. E si creano due CSM… ma poi PM e giudici vengono di nuovo riuniti nell’Alta Corte disciplinare 😀, che è l’organo più delicato di tutti.
Quindi anche volendo ammettere quelle criticità, la riforma non le risolve. Al contrario, concentra proprio lì – nel disciplinare – un potere enorme, ed è esattamente il punto in cui si può incidere di più sull’indipendenza di un magistrato (come ho cercato di spiegarti nell’altro messaggio).
Il tutto appare ancora più sospetto se si considera che il divieto totale di passaggio di funzioni poteva essere introdotto (come già accaduto con la Cartabia) con una legge ordinaria, senza toccare la Costituzione. Invece lo si usa come “promessa” per rendere più accettabile una modifica ben più profonda e meno comprensibile: quella dei rapporti tra magistratura e politica.
È per questo che stiamo cercando di fare informazione. Non per allarmismo, ma perché – come un medico davanti ai primi segnali di una malattia – vediamo arrivare un problema che a molti non è ancora visibile. E quando i sintomi diventano evidenti, spesso è troppo tardi per intervenire… Grazie per l’interessamento 🙏
Grazie mille!
Non capisco però una cosa: in che modo “si fa entrare nel nostro ordinamento un controllo politico sulla magistratura” leggendo la legge io questa cosa non l’ho rilevata, ma sono ignorante in materia. Tu in quale parte della riforma rilevi questo pericolo?
Ok Elena provo a spiegare sperando di essere chiara…
Allora, non vorrei essere fraintesa: nella riforma non c’è alcuna norma che dica espressamente che la politica avrà più potere sulla magistratura; il punto è che il rischio nasce dai meccanismi che si introducono. Prima di tutto ci tengo a chiarire che l’indipendenza della magistratura non serve ai magistrati come “categoria”, né garantisce sacche di impunità: è una tutela per tutti, soprattutto per chi non ha forza economica o politica, perché una magistratura libera è l’unico argine effettivo contro gli abusi di chi il potere ce l’ha davvero. L’indipendenza della magistratura è la vera forza di chi non ne ha: solo un giudice che non teme di dare torto a un potente può proteggere davvero i diritti di tutti, soprattutto degli ultimi.
Non vorrei sembrare retorica ma una magistratura libera è ciò che rende liberi proprio coloro che non hanno altro scudo se non la legge. Per questo la Costituzione ha voluto un organo di autogoverno: per rendere effettivamente indipendente e libera la magistratura decisioni come carriera, destinazioni e disciplina non devono dipendere da un altro potere dello Stato, così da assicurare che alla base delle scelte vi siano criteri di legalità e non interessi esterni o logiche estranee alla funzione giudiziaria. Detto questo, cosa accade con la riforma? Il CSM viene diviso in due, e già questo ne riduce la forza complessiva, ma il nodo più critico è il sistema di sorteggio. Da un lato, i magistrati verranno sorteggiati da una platea molto ampia, anche tra colleghi molto giovani, magari privi dell’esperienza necessaria per ricoprire un ruolo delicatissimo e con un’interlocuzione anche politica molto intensa. Dall’altro lato, i laici saranno sì estratti, ma da un elenco predisposto dal Parlamento, senza che sia previsto un numero minimo ampio e, soprattutto, senza più l’obbligo di una larga maggioranza per scegliere quei nomi. In concreto, ciò significa che la lista potrebbe essere costruita dalla sola maggioranza di governo, senza garanzia di pluralismo. È qui che nasce il rischio: avremo una componente togata casuale, disomogenea e potenzialmente inesperta, e una componente laica molto più compatta, perché espressione di un’unica maggioranza parlamentare. In qualsiasi organo collegiale una minoranza coesa può orientare una maggioranza frammentata. È come nelle società: anche un socio con una quota modesta, se è l’unico gruppo organizzato, può influenzare una moltitudine di piccoli soci isolati. Non perché abbia più potere formale, ma perché ha più unità e più capacità di incidere. Allo stesso modo, la riforma non “attribuisce” potere alla politica, ma crea le condizioni perché quel potere possa, di fatto, aumentare. Il problema non è politico ma strutturale: si rischia di rendere più permeabile alla politica proprio l’organo che dovrebbe garantirne l’indipendenza. Lo stesso schema, anzi rafforzato, riguarda l’Alta Corte disciplinare: qui i numeri sono chiari e verificabili, i togati sono 9 su 15 (60%) mentre prima erano i due terzi (66,7%), quindi i laici passano dal 33,3% al 40%; non è una percezione, è un dato matematico, proprio nell’organo che deciderà sulla responsabilità disciplinare. Inoltre, i provvedimenti disciplinari saranno impugnabili solo davanti alla stessa Alta Corte e non più in Cassazione, rendendo il sistema meno controllabile dall’esterno e più autoreferenziale; e il nuovo art. 105 demanda alla legge la definizione degli illeciti e delle sanzioni, la composizione dei collegi e il funzionamento dell’Alta Corte, assicurando soltanto la “rappresentatività “ di magistrati giudicanti o requirenti. Su questo, un’osservazione fondata sui numeri: i PM sorteggiabili sono tre; se la legge dovrà prevedere più collegi e almeno un collegio di impugnazione distinto da quello che decide in primo grado, è altamente probabile (valutazione logica, non politica) che si arrivi a tre collegi complessivi, ciascuno con un solo PM e con una maggioranza di componenti di nomina politica, con la conseguenza che il PM risulta di fatto isolato all’interno del proprio collegio (vi invito a provare a fare le varie possibili combinazioni sulla base di questi numeri e presupposti che ho indicato e dubito smentite!) Sommando tutto – smezzamento del CSM, sorteggio dei togati, superamento della soglia dei tre quinti parlamentari per i laici, aumento reale della componente politica nell’Alta Corte, impugnazioni interne e struttura dei collegi che tende a isolare i PM – il rischio di una maggiore influenza politica non deriva da proclami, ma da effetti strutturali dei nuovi meccanismi: non perché la riforma lo scriva, ma perché crea le condizioni perché ciò accada nella pratica. E a me personalmente spaventa…Grazie davvero a chi vorrà leggere tutto! Buon voto a tutti.
Grazie. Nel podcast con Fedez la Meloni ha detto che la lista dei membri laici “va fatta per forza da maggioranza e opposizione. Io voglio mantenere i 3/5. Se io facessi una legge dove nella lista da cui sorteggiare ci sono solo 11 membri il Presidente della Repubblica non me la firmerebbe. La lista dovrà essere molto lunga, la lista dovrà essere fatta con l’opposizione”. La separazione dei poteri di Montesquieu, alla base di qualsiasi democrazia, è garantita dall’articolo 104 comma 1: La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente. Oggi ho visto le affissioni dell’ANM e sinceramente mi ha MOLTO preoccupata: “vorresti giudici che dipendono dalla politica?” non c’è scritto niente in questa riforma che possa far presagire che i giudici verranno controllati dalla politica. Quindi fare questa affermazione significa affermare il falso. Com’è possibile che coloro che dovrebbero applicare la legge la storpino in questo modo? Veramente MOLTO preoccupante. Tu scrivi “la riforma non “attribuisce” potere alla politica, ma crea le condizioni perché quel potere possa, di fatto, aumentare.” mi dispiace ma ancora non riesco a capire in che modo lo farebbe. Sono d’accordo però su uno dei tuoi punti, il sorteggio dei magistrati: si sarebbe potuto specificare quali requisiti dovrebbero avere per entrare nella lista del sorteggio, come per i laici, per esempio “con almeno 15 anni di esperienza”. Alta Corte: 9 togati su 15 resta comunque una maggioranza forte (60%), anche se non è più il 66,7% di prima.
Ti ringrazio Elena, il tuo lavoro è estremamente chiaro. Però secondo me il punto cruciale non si capisce da un semplice esame della costituzione e delle modifiche che vengono proposte. Il punto è se è funzionale o meno al sistema giudiziario la separazione della carriere. E questo un semplice cittadino fa un po’ fatica a comprenderlo.
Grazie, è stato utile anche a me.
Grazie,come sempre chiara e onesta
Penso che la visione di questo referendum non sia fine solo a stessa.
Condivido il pensiero di
Lara e MariaGrazia (20 marzo)
Inoltre aggiungo che il “modo” con cui si sono buttati su questo argomento, non lo ritengo leale.
La separazione delle carriere non migliora il processo della giustizia.
Di fatto a oggi un magistrato può cambiare funzione (da giudice a pubblico ministero o viceversa) ma una sola volta nell’arco della propria carriera, entro 9-10 anni dal primo incarico. Il passaggio richiede il superamento di un giudizio di idoneità e il cambio di distretto/regione.
Considerando che a oggi meno dell’ 1% fa questo cambio, tra l’altro qualcuno sostiene che possa essere un bene fare entrambe le esperienze… allora viene il sospetto che questo referendum serva ad altro…
Grazie per la condivisione.
Da quello che ho capito, la separazione delle carriere non ha nulla a che vedere con il cambiare carriera, ma a un dubbio di imparzialità visto che pm e giuidici stanno nella stessa “casa” istituzionale. Si conoscono, magari lavorano insieme da 20 anni, vanno a pranzo insieme, in un certo senso sono colleghi ed è umano avere un’inclinazione più favorevole verso le persone che abbiamo più vicine. Per questo vogliono separare le carriere: affinché ci sia distanza tra il giudice e il PM, così come c’è tra il giudice e l’avvocato.
La costituzione non è sacra e inviolabile.
La costituzione dovrebbe essere rimodulata e seguire l’evoluzione dei tempi, ma comprendo che il sostantivo “evoluzione” non sia condiviso, compreso e adatto a tutti.
Ciò detto, scegliere di votare in base allo schieramento politico, trovo sia un atteggiamento miope e riduttivo.
La propaganda c’è da sempre e da entrambi gli schieramenti, come da sempre siamo dotati di cervello e di spirito e senso critico.
Comprendo altresì che non sia di tutti la capacità di esercitalo.
La Costituzione, per come ideata dai nostri padri costituendi, è stata un enorme lavoro fatto nel corso di tanti decenni da TUTTI i partiti presenti sullo scenario politico dell’epoca, ancora oggi tutela e garantisce lo stato di diritto, la democrazia e l’equilibrio tra i poteri dello Stato. A mio avviso necessiterebbe – per le sue modifiche – del più ampio consenso e non di un referendum senza quorum! Senza parlare poi della duplicazione del CSM che comporterà un raddoppio della spesa pubblica e una duplicità di pareri su materie comuni. Secondo me inutile….
Io voto SI,PERCHÉ QUESTA È UNA LEGGE SUPERATA, INFATTI TUTTE LE DEMOCRAZIE DE MONDO HANNO LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE,L’UNIONE DELLE CARRIERE E RIMASTA NEI PAESE CON DITTATURE ,FATTELA UNA DOMANDA MIA CARA ELENA ,MI MERAVIGLIO DI TE,COSÌ PRECISA A DESCRIVERE LA COSTITUZIONE, E DIMENTICHI CHE LA COSTITUZIONE NEGLI ANNI E GIÀ STATA CAMBIATA, DAI TUOI AMICI COMUNISTI, MA TU NON NE PARLI,IO VOTO SIIIIIIIIIIIIIII PERCHÉ IN QUESTO PAESE LA LEGGE NON SI INCONTRA MAI CON LA GIUSTIZIA MIA CARA.
Ciao Isabella,
in questo documento ho voluto analizzare i fatti: quali sono le modifiche proposte. Non dare un parere a riguardo.
Nella mia posizione esprimere un parere non lo trovo corretto, potrei influenzare le persone per una questione di simpatia/antipatia. Ognuno deve essere libero di votare secondo la propria coscienza.
Grazie per aver condiviso questo tuo personale lavoro di ricerca per cercare di comprendere come poter esercitare al meglio il nostro sacrosanto diritto di voto.
Grazie Elena , sei sempre🔝
Grazie mille anche se è un argomento molto tecnico che non tutti i cittadini sono in grado di comprendere fino in fondo la tematica. Il significato letterale del testo va comunque contestualizzato alla riforma e al contesto in cui si inserisce. Lo scopo dovrebbe essere un miglioramento del sistema giudiziario e bisognerebbe capire se la separazione delle carriere sia il problema di un sistema che non sta funzionando come dovrebbe o se invece i problemi vadano cercati altrove.
Sicuramente hai spiegato meglio di tanti altri. Ma di fatto è una scelta politica. .perché abbiamo sentito alla tv degli onorevoli attualmente indagati, affermare che sperano in queste modifiche della costituzioni per non subire i processi, e poter farla franca. Oppure altri affermare che sarà funzionale a chi governa. E tutti concordano che queste modifiche non riducono i tempi dei processi.
Alla luce di questo, traggo delle mie conclusioni:
Io non mi sento di modificare la notra Costituzione!
Grazie infinite
Grazie domani la leggerò appena in tempo per decidere di andare a votare altrimenti avevo deciso di soprassedere questa volta!
Speriamo di riuscire a capirci quakcosa:
Rodolfo offidani
Grazie! Almeno ho avuto l’occasione di leggere tutto
Grazie mille!!
Grazie mille Elena, coerente come sempre, anche questa volta hai messo la consapevolezza al centro!
Cara Elena, ancora una volta grazie! Pensa che ero tentata di chiederti aiuto al riguardo e tu mi hai anticipato. 🙏Pochi giorni fa, ne ho parlato con una mia amica, dicendole di quanto fossi confusa al riguardo e che l’unica cosa che avevo capito era che qui la politica non c’entra niente. Pensavo addirittura di astenermi dal votare, cosa che non fa parte del mio pensare ma piuttosto che dare un voto senza capire e fare danni, è meglio non farlo! Detto ciò, sono sincera, non è che io abbia capito ancora bene e con me chissà quanti…..🥺😭
Elena, sono nella tua medesima situazione!
Grazie Elena, è molto utile e oggettivo
Grazie Elena! Vivere meglio significa vivere consapevolmente e questo approfondimento lo dimostra.
Trovo questo referendum uno scandalo, non si può chiedere alla popolazione di cambiare la costituzione.
Questo spetta ai politici i quali devono confrontarsi per trovare i giusti “compromessi” per effettuare i cambiamenti. In questo caso non c’è stato alcun confronto parlamentare tra le parti. Questo è uno scandalo e la responsabilità è da attribuire alla maggioranza
Per questo bisogna votare NO sperando che “i signori” stra pagati capiscano i loro etrrori
Complimenti, Elena non è da tutti prendersi il tempo per capire bene le cose. Complimenti veramente ti ammiro come persona. Mi piaci prima o poi ci troveremo su all’Alpe di Siusi per una bella camminata insieme. Un abbraccio.
Mi hai sorpreso per l’ ennesima volta, in positivo ovviamente. Ti stimo e ti ringrazio per la condivisione.
Grazie 💞 per questo chiarimento. Faccio un pochino di fatica a comprendere…ma so che cosa fare. Grazie ancora….
Grazie Elena ….scientifica anche in questo caso!
Come dicono i genZ, Elena sei una topperia….ossia il top❤️
Grazie!!!
Alcuni punti non mi erano chiari
Ora ho più sicurezza/consapevolezza sul voto che andrò a fare.
Grazie ancora!!!
Grazie una informazione in più e’ sempre utile !
Cosa voti te?
Spiegone perfetto, il sapere è libertà.
Precisa come sai essere tu 👍🏻
Grazie !
Il voto è segreto! E poi non vorrei MAI influenzare qualcuno. Ognuno deve votare secondo la propria coscienza.
Grazie