{"id":578432,"date":"2024-04-05T09:12:08","date_gmt":"2024-04-05T07:12:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.livebetter.eu\/?p=578432"},"modified":"2025-11-16T09:45:34","modified_gmt":"2025-11-16T08:45:34","slug":"why-your-doctor-thinks-cholesterol-is-bad-for-you","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging2.livebetter.eu\/en\/perche-il-vostro-medico-pensa-che-il-colesterolo-faccia-male\/","title":{"rendered":"WHY YOUR DOCTOR THINKS CHOLESTEROL IS BAD FOR YOU."},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling section-detail1\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-right:40px;--awb-padding-left:40px;--awb-padding-right-small:5px;--awb-padding-left-small:5px;--awb-margin-top:-5%;--awb-margin-top-small:-5%;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:1331.2px;margin-left: calc(-4% \/ 2 );margin-right: calc(-4% \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_3_4 3_4 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:75%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:2.56%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:2.56%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\" style=\"--awb-font-size:18px;--awb-line-height:1.5;\"><h3 class=\"fusion-responsive-typography-calculated\" style=\"margin: 0px 0px 20px; --fontsize: 38; line-height: 1.2;\" data-fontsize=\"38\" data-lineheight=\"45.6px\">PERCHE\u2019 IL VOSTRO MEDICO PENSA CHE IL COLESTEROLO FACCIA MALE<\/h3>\n<p><strong>L\u2019inganno di Big Farma<\/strong><\/p>\n<p><em>In questo approfondimento trovate la traduzione di questo <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2-gry5EjNdg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">video<\/a> del dottor Paul Mason un medico australiano che usa con i proprio pazienti una medicina basata sull\u2019evidenza scientifica. Qui il <a href=\"https:\/\/www.drpaulmason.com.au\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">suo<\/a> sito. Come sempre i testi normali sono parole del dottor Mason mentre quelli in corsivo mie osservazioni.<\/em><\/p>\n<p>Vi ricordo che potete trovare gli altri approfondimenti di Live Better in questa <a href=\"https:\/\/www.live-better.xyz\/2022\/10\/01\/downloads\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pagina<\/a><\/p>\n<p>Buongiorno,<br \/>\nmolte persone credono che i loro medici forniscano loro informazioni fallaci riguardo alla nutrizione e ai farmaci. Ma \u00e8 vero che vengano fornite poco attendibili? S\u00ec, ma non deliberatamente.<\/p>\n<p>Potrebbe sorprendervi, ma moltissimi medici trovano difficolt\u00e0 a destreggiarsi nell\u2019intrico di informazioni quando si tratta di discernere fra i fatti e la finzione della letteratura scientifica.<\/p>\n<p>Lo scorso anno ho ricevuto una mail da un collega: l\u2019associazione medica cui lei appartiene stava revisionando le sue prescrizione per accertarsi lei avesse prescritto le statine a tutti i suoi pazienti diabetici. In pratica, lei stava subendo pressioni perch\u00e9 prescrivesse le statine a tutti i suoi pazienti diabetici nonostante lei pensasse che molti non ne avrebbero beneficiato. Quindi si mise a cercare evidenze scientifiche e trov\u00f2 questo studio (1) che raccomandava la prescrizione delle statine ai diabetici sostenendo che le statine li avrebbe aiutati a vivere pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p>Lei mi chiese se potessi aiutarla a comprendere i risultati dello studio.<\/p>\n<p>Lo studio, citava sei studi a supporto della proprio conclusione: le statine allungano la vita dei diabetici. Andai a cercarle e le lessi tutte.<\/p>\n<p>Il primo punto da chiarire \u00e8 che quando uno studio scientifico fa delle affermazioni sulla mortalit\u00e0 deve osservare la mortalit\u00e0. Sembrerebbe ovvio, eppure tre dei sei studi citati non analizzavano la mortalit\u00e0. Gli altri tre studi invece avevano analizzato la mortalit\u00e0, ma non hanno ottenuto risultati statisticamente significativi (ovvero i risultati potrebbero essere causati dalla pura casualit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo tipo di risultati non possono giustificare l\u2019utilizzo di un farmaco debba, soprattutto quando il farmaco pu\u00f2 aumentare la probabilit\u00e0 di sviluppare il diabete, come scoperto dallo studio Woman&#8217;s Health Initiative (2): \u00e8 stato scoperto che il rischio di sviluppare il diabete cresce del 71% in coloro che assumono statine.<\/p>\n<p>Le prove scientifiche citate a supporto della raccomandazione di prescrivere statine ai pazienti diabetici erano tutto tranne che prove, eppure questa pubblicazione ha avuto una certa influenza ed \u00e8 infatti stata citata ben 69 volte nella letteratura scientifica.<\/p>\n<p><em>Nota di Elena<\/em><br \/>\n<em>Il numero di citazioni viene oggi interpretato come una delle misure dell\u2019impatto (dell\u2019importanza) di una pubblicazione scientifica.<\/em><\/p>\n<p><em>Adesso voglio raccontarvi una cosa interessantissima: nel 2014 \u00e8 stato pubblicato un articolo su Nature che analizzava quante citazioni hanno in media le pubblicazioni scientifiche:<\/em><br \/>\n<em>gli studi pubblicati erano 58 milioni di questi<\/em><br \/>\n<em>25.332.701 ha ZERO citazioni (il 44% di 58 milioni)<\/em><br \/>\n<em>18.280.002 ha da 1 a 9 citazioni (31%)<\/em><br \/>\n<em>13.104.875 ha da 10 a 99 citazioni (23%)<\/em><br \/>\n<em>Praticamente il 75% degli studi pubblicati ha meno di 9 citazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma che cos\u2019\u00e8 una citazione?<\/em><br \/>\n<em>Lo studio A viene \u201ccitato\u201d quando un altro studio B parla dello studio A e dei suoi risultati. In teoria, pi\u00f9 i risultati dello studio sono interessanti pi\u00f9 dovrebbe essere citato.<\/em><\/p>\n<p><em>Quindi cosa significa quando uno studio ha poche citazioni?<\/em><\/p>\n<p><em>A) Potrebbe essere uno studio che parla di argomenti estremamente specifici in un campo dove ci sono pochi ricercatori, come per esempio la matematica. In questo caso quindi, gli studi non hanno molte occasioni di essere citati<\/em><\/p>\n<p><em>B) Il secondo caso che \u00e8 anche il pi\u00f9 frequente: quello che \u00e8 emerso dallo studio non interessa a nessuno. Quindi lo studio \u00e8 inutile? Forse, per\u00f2 magari \u00e8 servito per comprendere che l\u2019ipotesi A non era quella corretta e quindi si procede ad investigare l\u2019ipotesi B, C, etc che potrebbe poi portare a una grande scoperta! Ricordate cosa rispose Thomas Edison quando gli chiesero come si sentiva ad aver fallito 2.000 volte mente tentava di inventare la lampadina \u201cio non ho fallito 2.000 volte, semplicemente ho trovato 1.999 modi come non va fatta la lampadina\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Ora che sapete che il 75% delle pubblicazioni ha meno di 9 citazioni, comprendete che lo stupore del dottor Mason che lo studio di cui sta parlando avesse ben 69 citazioni!<\/em><\/p>\n<p>Questo episodio ci mostra l\u2019esistenza di un grossissimo problema: la medicina basata &#8220;sull\u2019eminenza&#8221; ovvero che si basa sull\u2019opinione degli esperti bench\u00e9 essa sia spesso solo la perpetuazione di miti e falsit\u00e0 di vecchia data. Fondamentalmente, coloro che ricoprono posizioni preminenti presso importanti istituzioni esercitano una grande influenza sull\u2019opinione generale basata sull\u2019eminenza medica. E\u2019 necessario dire che questo \u00e8 il principale nemico della medicina basata sull\u2019evidenza scientifica che si fonda sulla valutazione critica della miglior ricerca scientifica disponibile.<\/p>\n<p>Ma torniamo alla mail: questo medico stava chiaramente cercando di fare la cosa giusta e aveva sufficienti conoscenze per non fidarsi necessariamente dell\u2019opinione degli esperti, ma la maggior parte dei medici non sa farlo e non sono consapevoli di essere stati sviati e infarciti di falsit\u00e0 durante il loro training.<\/p>\n<p>Persino nel 2021 la maggior parte dei medici ancora abbocca alle falsit\u00e0 nutrizionali che sono state insegnate loro. L\u2019ho constatato anche io quando ho sottoposto un breve test sulla nutrizione a un gruppo di giovani medici e questi hanno realizzato punteggi inferiori a quello della mia receptionist.<\/p>\n<p>Se ci\u00f2 riflette la competenza media dei medici sulla nutrizione, quale speranza c\u2019\u00e8 per i pazienti? Sicuramente si fanno condizionare dal Food Star System (sistema australiano di valutazione nutrizionale dei cibi fondato sull\u2019assegnazione di stelline) senza comprendere che \u00e8 una menzogna dell\u2019industria alimentare: \u201cacquista questi cereali con 5 stelle (nonostante contengono il 17% di zuccheri aggiunti), mentre questo salmone affumicato ha solo 1.5 stelle.\u201d<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dunque da stupirsi se le persone effettuano scelte alimentari sbagliate. E, cos\u00ec come il pubblico pu\u00f2 essere raggirato dal Food Star System, i medici possono essere ingannati dalla mancanza di chiarezza e trasparenza delle pubblicazioni scientifiche.<\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 parlato del Women&#8217;s Health Initiative Study pubblicato nel 2006 (3) uno studio imponente su oltre 48.000 donne, costato 700 milioni di dollari, progettato per determinare una volta per tutte se le diete con basso contenuto di grassi fossero benefiche per la salute. Ebbene, purtroppo i risultati pubblicati non sono del tutto veritieri. Vedete, coloro che condussero lo studio erano gi\u00e0 convinti che le diete a basso contenuto di grassi fossero vantaggiose e volevano semplicemente dimostrare la loro convinzione.<\/p>\n<p>Vennero presi due gruppi a cui furono assegnate una dieta a basso contenuto di grassi o una dieta regolare e furono tenuti sotto osservazione per i successivi otto anni. Data la dimensione e il risalto di questo studio, i suoi risultati ebbero grande risonanza: i benefici di una riduzione dell\u2019assunzione di grassi erano persino maggiori dell\u20198\/10% rilevati nello studio.<\/p>\n<p>Peccato che i risultati non mostrassero assolutamente nulla di questo genere, ma era impossibile comprenderlo leggendo le tabelle o le conclusioni. Per arrivare alla verit\u00e0 si doveva procedere fino a pagina 661 della rivista dove era stato pubblicato lo studio e l\u00ec, in termini poco trasparenti, era riportato l\u2019unico risultato veramente significativo dell\u2019intera ricerca, molto probabilmente l\u2019unico risultato che non era legato solamente al caso: coloro cui era stata assegnata una dieta a basso contenuto di grassi avevano avuto esiti peggiori. Coloro che avevano alle spalle una storia di problemi cardiaci e che avevano seguito la dieta a basso contenuto di grassi avevano una probabilit\u00e0 di complicazioni come attacchi di cuore superiore del 26 %.<\/p>\n<p>Come fu possibile tenere nascosto al pubblico questo risultato contenuto in uno studio costato 700 milioni di dollari di denaro pubblico? In che modo furono i ricercatori in grado di concludere che non solo questo studio supportava le diete a basso contenuto di grassi, ma dimostrava il beneficio di diete a basso contenuto di grassi anche pi\u00f9 estreme di quelle che erano state oggetto del loro studio? Il modo in cui i risultati furono presentati era palesemente ingannevole, eppure medici, scienziati e a seguire il grande pubblico furono portati a credere che questo studio fornisse le prove a favore delle diete a basso contenuto di grassi.<\/p>\n<p>Forse avete gi\u00e0 sentito parlare del Sydney Diet Heart Study (4) <em>(ne avevo parlato nell\u2019<a href=\"https:\/\/staging2.livebetter.eu\/servizio-le-iene-e-documentario-fat-fiction\/\">approfondimento <\/a>sul servizio de Le Iene e sul documentario Fat Fiction)<\/em> uno studio randomizzato controllato di ottima qualit\u00e0 che prendeva in considerazione gli effetti della sostituzione dei grassi saturi con grassi polinsaturi in uomini che avevano avuto attacchi di cuore, cercando di stabilire se questa dieta riducesse in effetti il rischio di morte.<\/p>\n<p>Questo studio era destinato a non essere mai pubblicato e fu in effetti solo per un colpo di fortuna che uno studioso rinvenne i dati dello studio originale in seminterrato e fu in grado di decodificarli e pubblicarli una quarantina d\u2019anni dopo che lo studio era stato concluso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec nel 2013 i risultati del Sydney Diet Heart Study furono finalmente pubblicati nel British Medical Journal: la riduzione dei grassi saturi nella dieta alimentare e l\u2019aumento dei grassi polinsaturi aumentavano il rischio di morte del 62%. Questo \u00e8 probabilmente uno degli studi pi\u00f9 rilevanti e probabilmente non ne avete mai sentito parlare.<\/p>\n<p>Naturalmente prove scientifiche come queste che scardinano la visione ortodossa sulla pericolosit\u00e0 dei grassi saturi non verranno accettate senza essere messe in dubbio e infatti \u00e8 stato sottoposto a numerose critiche, la maggior parte delle quali fuorvianti e irrilevanti.<\/p>\n<p>L\u2019argomentazione che viene utilizzata pi\u00f9 di tutte \u00e8 che l\u2019aumento del 62% del rischio di morte era determinato da un aumento del consumo di acidi grassi trans e specificatamente si affermava che la margarina consumata nel gruppo sottoposto a sperimentazione aveva un alto contenuto di acidi grassi trans.<\/p>\n<p>Questa argomentazione \u00e8 l\u2019unica giustificazione che questi fanatici spaventati dai grassi saturi hanno per poter ignorare i danni causati dagli oli dei semi polinsaturi. Questa, tuttavia, \u00e8 un\u2019argomentazione errata perch\u00e9 non tiene conto dellla differenza fra margarine solide e morbide.<\/p>\n<p>In quell\u2019epoca, in effetti, la margarina solida conteneva acidi grassi trans, ma la margarina utilizzata nello studio era la Miracle, una margarina soffice che contengono pochissimi, se non addirittura nessun, acido grasso trans. E il consumo di prodotti fatti con margarina solida contenente acidi grassi trans, era espressamente sconsigliato nel gruppo che seguiva l\u2019alimentazione con grassi vegetali.<\/p>\n<p>Inoltre, questo gruppo ha usato olio di cartamo che contiene poco o addirittura nessun acido grasso trans. Quindi l\u2019assunzione di acidi grassi trans fu minima. La sgradevole verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019aumento di grassi polinsaturi nella dieta, come raccomandano le linee guida alimentari odierne, aument\u00f2 le probabilit\u00e0 di morte del 62%.<\/p>\n<p>Il Sydney Diet Heart Study non \u00e8 l\u2019unico test di controllo randomizzato che espone i danni causati dalla sostituzione dei grassi saturi con oli polinsaturi.<\/p>\n<p>Il Minnesota Coronary Survey anch\u2019esso completato nel 1973 (5), \u00e8 un uno studio randomizzato in doppio cieco su pi\u00f9 di 9 000 uomini e donne nel quale una dieta ricca di grassi saturi era messa a confronto con una dieta ricca di grassi polinsaturi. Di nuovo, come nello Sydney Diet Heart Study, i risultati furono quasi perduti nella storia finch\u00e9 in un sorprendente caso di deja vu i dati originali dello studio furono rinvenuti in uno scantinato e pubblicati nel 2016 (6). Anche in questo caso i risultati rispecchiavano quelli del Sydney Diet Heart Study: ridurre i grassi saturi e aumentare i grassi polinsaturi nell\u2019alimentazione aumentava il rischio di morte. Qui c\u2019\u00e8 una nota; prima della sua morte, fu chiesto al principale ricercatore come mai non pubblicarono i risultati dello studio ed egli rispose \u201cperch\u00e9 i risultati erano deludenti\u201d.E\u2019 palese che la scienza non dovrebbe funzionare in questo modo e tuttavia lo fa. Abbiamo appena visto due esempi eclatanti di situazioni in cui i risultati riguardo gli oli polinsaturi sono stati quasi nascosti semplicemente perch\u00e9 i<br \/>\nricercatori non ne gradivano i risultati.<\/p>\n<p>Naturalmente dobbiamo anche affrontare il problema opposto: persino quando la ricerca viene svolta con chiarezza e accuratezza essa viene o ignorata o liquidata senza fondamento (7). Questa pubblicazione ha subito entrambe le cose. Nonostante sia stata pubblicata in uno delle pi\u00f9 prestigiose riviste mediche del mondo (NdE il British Medical Journal) pochissimi dei medici con cui parlo ne conoscono l\u2019esistenza. E sospetto che uno dei motivi per cui essa non sia stata ampiamente condivisa e discussa \u00e8 che le sue conclusioni demoliscono l\u2019ipotesi che dovremmo evitare i grassi saturi perch\u00e9 potrebbero aumentare i nostri livelli di colesterolo LDL. In effetti, questo studio ha riscontrato che coloro che avevano i livelli pi\u00f9 alti di colesterolo LDL vivevano pi\u00f9 a lungo. Molto pi\u00f9 facile pretendere che questo studio semplicemente non<br \/>\nesista.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che questa \u00e8 una systematic review che include ogni studio di coorte disponibile per rispondere alla domanda: cosa accade a chi ha alti livelli di colesterolo LDL? Tutti i singoli studi pertinenti furono inclusi: 19 studi di coorte prospettici con oltre 68 000 partecipanti: la schiacciante conclusione fu che gli individui con i livelli pi\u00f9 alti di colesterolo LDL vivono pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p><em>Nota di Elena una revisione sistematica \u00e8 uno studio che prende in considerazione tutti gli studi pubblicati su un determinato argomento e ne analizza i risultati. Le revisione sistematiche insieme alle meta analisi sono quelle che hanno maggior valore a livello di evidenza scientifica.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/staging2.livebetter.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perche-il-vostro-medico-pensa-che-il-colesterolo-faccia-male1.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><em>Uno studio di coorte prospettico invece \u00e8 uno studio che segue per pungo tempo un gruppo di individui abbastanza simili che per\u00f2 fanno cose diverse e che all\u2019inizio dello studio sono sani. Per esempio: si pu\u00f2 seguire un coorte di camionisti di mezz\u2019et\u00e0 che fumano oppure no e testare l\u2019ipotesi che tra 20 anni l\u2019incidenza di cancro ai polmoni sar\u00e0 pi\u00f9 alta nei grandi fumatori.<\/em><\/p>\n<p>Infatti, 16 dei 19 studi rilevarono questa relazione: quanto maggiore era il livello di colesterolo LDL tanto minore era la probabilit\u00e0 di morte. Diamo ora un\u2019occhiata pi\u00f9 approfondita ai dati dei diversi studi. Su ogni riga i risultati dei 19 studi mentre le quattro colonne rappresentano i livelli di colesterolo LDL. Sostanzialmente, ogni colonna rappresenta un raggruppamento del 25% della popolazione nello studio in base ai livelli di colesterolo LDL. La colonna a sinistra mostra coloro che hanno i livelli di colesterolo LDL pi\u00f9 bassi e quella sulla destra coloro che hanno i livelli pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/staging2.livebetter.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perche-il-vostro-medico-pensa-che-il-colesterolo-faccia-male2.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>I numeri rappresentano rischio relativo di morte. Minore di 1 indica una probabilit\u00e0 di morte ridotta. Se mettete a confronto la probabilit\u00e0 di morte di coloro con i pi\u00f9 bassi livelli di colesterolo LDL rispetto a quelli con i livelli pi\u00f9 alti noterete che gli ultimi sono chiaramente associati a una ridotta probabilit\u00e0 di morte. Ad esempio, questo studio ha rilevato che coloro che hanno i livelli pi\u00f9 alti di colesterolo LDL hanno una probabilit\u00e0 di morire minore del 34% rispetto a coloro che hanno i livelli pi\u00f9 bassi.<em> (NdE come si arriva al 34%? 1 meno 0,66 uguale 0,34)<\/em> Questo studio ha rilevato una probabilit\u00e0 di morte ridotta del 47% in coloro che hanno il livello maggiore di colesterolo LDL.<\/p>\n<p>Se esaminiamo tutti gli studi, noteremo che vi \u00e8 uniformit\u00e0 dei risultati. <em>NdE mano a mano che ci spostiamo verso destra (ovvero verso i gruppi di persone con i pi\u00f9 alti livelli di LDL) pi\u00f9 il numero diventa piccolo (che significa minor rischio di morte)<\/em>.<\/p>\n<p>Eppure alcune persone ancora rifiutano questi risultati e affermano che potrebbe trattarsi di causalit\u00e0 inversa. Il concetto di causalit\u00e0 inversa significa che la malattia diminuisce i livelli di colesterolo LDL e perci\u00f2 gli individui con i pi\u00f9 bassi livelli di colesterolo LDL sono semplicemente coloro che sono gi\u00e0 malati. In effetti un calo dei livello di colesterolo LDL negli ultimi due anni di vita \u00e8 riportato chiaramente nella letteratura scientifica, (8) ma questa argomentazione \u00e8 inconsistente su tre diversi livelli:<\/p>\n<ol>\n<li>il periodo medio di osservazione in ciascuno di questi studi \u00e8 significativamente pi\u00f9 lungo di due anni eppure coloro che avevano i livelli maggiori di colesterolo LDL vissero pi\u00f9 a lungo.<\/li>\n<li>persino quando dai soggetti sottoposti allo studio erano esclusi coloro affetti da malattie terminali, malattie cardiache o diabete, non ci fu alcuno spostamento nei risultati, neppure una flessione lieve dei risultati. Questo studio ha rilevato una riduzione di circa 50% della probabilit\u00e0 di morte per coloro con i livelli pi\u00f9 elevati di colesterolo LDL nonostante queste esclusioni.<\/li>\n<li>anche se escludiamo il 25% con i livelli di colesterolo LDL minori, presumibilmente coloro affetti da malattia cronica, e confrontiamo coloro che si trovano nel secondo quartile di livelli colesterolo LDL con coloro che hanno i livelli maggiori, notiamo comunque risultati migliori in coloro che hanno i livelli di colesterolo LDL pi\u00f9 alti.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Infatti, la realt\u00e0 \u00e8 che i risultati di questa pubblicazione sistematica sono solidi e liquidare o ignorare questi risultati \u00e8 scientificamente disonesto.<\/p>\n<p>Un altro esempio diffuso di ci\u00f2 che io considero essere un eclatante rifiuto dell\u2019evidenza scientifica riguarda l\u2019alimentazione ad alto contenuto di grassi e la perdita di peso. Fra il 2003 e il 2018 furono pubblicati 62 studi randomizzati controllati che mettevano a confronto la perdita di peso di individui sottoposti a diete ad alto o basso contenuto di grassi. Di questi 62 studi, 31 ebbero risultati statisticamente rilevanti mentre gli altri 31 ottennero risultati che potevano essere ascritti al caso. Qui ho riprodotto i risultati dei 31 studi con risultati statisticamente rilevanti: le barre verdi rappresentano il peso perso con una dieta ad alto contenuto di grassi mentre le barre rosse il peso perso con una dieta povera di grassi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/staging2.livebetter.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perche-il-vostro-medico-pensa-che-il-colesterolo-faccia-male3.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Se osservate ogni coppia di risultati, vedrete che coloro che hanno una dieta ad alto contenuto di grassi hanno perso pi\u00f9 peso in tutti gli studi. Non un solo studio ha risultati a favore della dieta a basso contenuto di grassi. Nonostante queste prove schiaccianti, molti medici ancora promuovono diete a basso contenuto di grassi per la perdita di peso. Quando i medici ignorano la scienza in questo modo, non vi \u00e8 alcuna sorpresa se abbiamo un\u2019epidemia di obesit\u00e0. Alcuni medici non riescono neppure a indursi a porre in dubbio le loro convinzioni quando vedono pazienti che guariscono sotto i loro stessi occhi. Prendiamo per esempio questo mio paziente settantunenne che grazie a un cambio di alimentazione \u00e8 riuscito a<\/p>\n<ul>\n<li>mettere in remissione il diabete<\/li>\n<li>sistemare la sua pressione sanguigna<\/li>\n<li>cessare di assumere cinque farmaci<\/li>\n<li>ottenere una remissione della sua IBD (malattia infiammatoria cronica intestinale)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Penserete che il suo endocrinologo che lo curava originariamente per il diabete fosse felice\u2026 Ebbene, in questa lettera a me indirizzata, il suo medico riconosce che la remissione del suo diabete \u00e8 probabilmente legata alla sua nuova dieta a basso contenuto di carboidrati. Ma prosegue col raccomandare che egli ritorni allo stesso esatto tipo di dieta che stava seguendo quando aveva sviluppato tutti questi problemi medici, nonostante il paziente gli dicesse chiaramente di avere gi\u00e0 provato senza successo questa dieta raccomandata. Inoltre, raccomanda al paziente di assumere una statina, nonostante avesse gi\u00e0 avuto effetti collaterali con un\u2019altra statina.<\/p>\n<p>Ma ora c\u2019\u00e8 della luce alla fine del tunnel: per esempio, l\u2019American College of Cardiology, in passato un baluardo del dogma e delle raccomandazioni anti grassi saturi, ha ora cambiato opinione: in questo recente pubblicazione riconosce che l\u2019evidenza non \u00e8 a favore di una riduzione dell\u2019assunzione di grassi saturi <sup>[9]<\/sup>. In effetti raccomanda esplicitamente che latticini, carne e uova siano consumati liberamente!<\/p>\n<p>Per comprendere la portata di questo mutamento, bisogna che comprendiate che tre degli autori di questo articolo <sup>[9]<\/sup> facevano parte del comitato che ha redatto le guide alimentari per gli americani del 2005. E fra di loro c\u2019\u00e8 anche il presidente del comitato stesso!<\/p>\n<p>Tutto quello che ci serve ora \u00e8 che le linee guida e la formazione medica si aggiornino o che, come minimo, i medici comincino a valutare indipendentemente la letteratura scientifica.<\/p>\n<p>Ora, per i professionisti della salute che comprendono la scienza, ma temono di fare raccomandazioni che contrastino con le linee guida sull\u2019alimentazione, dovreste sapere qualcosa: a pagina due delle guide alimentari australiane si afferma esplicitamente che le linee guida sono applicabili solamente a coloro che sono in buona salute e non a coloro che soffrono di una condizione medica che richieda una consulenza alimentare specialistica. Quindi, se stai fornendo consulenza nutrizionale per gestire il diabete o l\u2019obesit\u00e0, le linee guida non devono essere applicate.<\/p>\n<p><em>NdE chiss\u00e0 se c\u2019\u00e8 il medesimo messaggio anche nelle nostre linee guida. Se qualcuno di voi fosse a conoscenza di questa informazioni per favore scrivetemi una mail <a href=\"mailto:elena@livebetter.eu\">elena@livebetter.eu<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Quindi se sei confuso dal consiglio del tuo medico, devi capire che i medici non hanno il monopolio del sapere. Per la verit\u00e0 la mia constatazione \u00e8 che i medici hanno la stessa probabilit\u00e0 di ogni altra persona di dimostrare dissonanza cognitiva quando vengono confrontati con prove che mettono in discussione le loro convinzioni. Non fidatevi ciecamente dei cosiddetti esperti. Non continuate a confondere eminenza con prove scientifiche. Solamente le prove dovrebbero guidare la pratica medica. Grazie<\/p>\n<p><em>NdE La \u201cdissonanza cognitiva\u201d si crea quando due nozioni\/credenze sono in contrasto tra loro. Facciamo un esempio: immaginate di essere un medico di 60 anni: da quarant\u2019anni mi sento ripetere che il colesterolo LDL \u00e8 la causa delle malattie cardiovascolari. Un mio paziente mi manda lo studio <sup>[7]<\/sup> citato da Paul Mason che non solo dimostra che il colesterolo LDL non sia la causa delle malattie cardiovascolari ma addirittura che le persone con LDL elevato vivono pi\u00f9 a lungo. Questa informazione \u00e8 in contrasto con quello che ho sempre creduto vero. Com\u2019\u00e8 possibile? Se fosse vero ne avrebbe parlato la televisione, no? Ah ok, allora sicuramente lo studio che mi ha mandato il mio paziente \u00e8 scorretto. Meno male, posso continuare a credere a quello che ho creduto finora. Purtroppo questo comportamento \u00e8 MOLTO umano, perch\u00e9 restare attaccati alle nostre credenze \u00e8 pi\u00f9 semplice, richiede meno sforzo. E poi siamo onesti: quanti medici italiani parlano inglese e sono quindi in grado di leggere uno studio scientifico pubblicato su una rivista internazionale. Se volete potete provare: a questo link trovato il pdf dello studio su LDL e mortalit\u00e0 <sup>[7]<\/sup>. Stampatelo e portatelo al vostro medico.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo \u00e8 cos\u00ec importante essere responsabili della nostra salute. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cMolto spesso il grande nemico della verit\u00e0 non \u00e8 la bugia \u2013 deliberata, programmata e disonesta \u2013 ma il mito \u2013 persistente, persuasivo e irrealistico. Troppo spesso rimaniamo attaccati ai clich\u00e9s dei nostri antenati, assoggettando i fatti a un set prefabbricato di interpretazioni. Ci godiamo il comfort dell\u2019opinione, <strong>evitandoci il fastidio del dover pensare\u201d<\/strong>. John F. Kennedy<\/em><\/p>\n<p><a class=\"fusion-button button-flat fusion-button-default-size button-default fusion-button-default button-1 fusion-button-default-span fusion-button-default-type\" href=\"https:\/\/staging2.livebetter.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perche-medico-pensa-che-colesterolo-faccia-male-livebetter.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span class=\"fusion-button-text\">SCARICA IL PDF DI QUESTO ARTICOLO<\/span><\/a><\/p>\n<h2 class=\"fusion-responsive-typography-calculated\" style=\"--fontsize: 50; line-height: 1.1;\" data-fontsize=\"50\" data-lineheight=\"55px\">BIBLIOGRAFIA<\/h2>\n<ol>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC2811452\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC2811452\/<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamainternalmedicine\/fullarticle\/1108676\" target=\"_blank\" 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